Michele Spina: Ricerca Artistica e Produzioni in Edizione Limitata
La mia ricerca artistica si concentra sulla creazione di opere uniche, caratterizzate da una profonda sperimentazione materica ed espressiva. Ogni pezzo nasce da un percorso personale e creativo, frutto di un’intensa riflessione sul linguaggio visivo contemporaneo.
Parallelamente, per rendere il mio lavoro accessibile a un pubblico più ampio, ho sviluppato una selezione di opere in edizione limitata, disponibili attraverso uno shop online dedicato. Queste produzioni, pur mantenendo un elevato standard qualitativo, si distinguono dalle opere uniche per il loro carattere riproducibile e numerato.
È importante sottolineare che il mio percorso artistico resta autonomo e indipendente rispetto alla dimensione commerciale dello shop. Le opere originali e certificate continuano a rappresentare il fulcro della mia ricerca, mentre le edizioni limitate offrono un’opportunità di fruizione differente, senza intaccare l’autenticità e l’esclusività del mio lavoro artistico.
Un uomo senza inganno

Museo Iconografico Benevento – Casa Pisani:
Domenica 28 dicembre
Ore 18:00
curata da Maurizio Cimino.
La mostra, dedicata a san Bartolomeo, contiene materiali storici e le opere di sei giovani artisti contemporanei:
Fabrizio De Cunto, Pierluigi Di Michele, Roberta Feoli, Giovanna Forgione, Alessandro Grimaldi e Michele Spina.
RAW Rome Art Week

Spina presenta una nuova serie di 30 opere, formato 10×10 cm, intitolata Foglie (2025), tele
realizzate appositamente per il Bounty Program di ARTup, sperimentazione collettiva gratuita
degli applicativi digitali di ARTup, start-up innovativa e spin-off nata dalla ricerca degli ultimi
tredici anni di Atelier Montez, il cui scopo è semplificare i processi del mercato dell’arte e
innovare la gestione, l’autenticazione e la valorizzazione del patrimonio artistico.
Questi lavori, insieme ai cicli più noti come Delfini e Foglie di Limone, rivelano l’attitudine di
Michele Spina a costruire una poetica dell’ibridazione: un linguaggio che intreccia gesto pittorico,
colore e materia, immagine e movimento, trasformando lo spazio espositivo in una danza visiva e
ironica.
La ricerca artistica di Spina si colloca in un territorio liminale, dove pittura e scultura non
rappresentano ambiti separati, ma diventano linguaggi complementari, capaci di fondersi in una
continua osmosi.
La sua pratica, sviluppata tra installazioni, cicli pittorici e sculture in ferro e lana, è attraversata da
una tensione costante verso la trasformazione: ogni progetto nasce, si compie e si rigenera in nuove
forme, talvolta in netto contrasto con quelle precedenti, come se l’artista avesse bisogno di
rinnovare di volta in volta il proprio vocabolario visivo.
Alla base della sua poetica si trova un’estetica del quotidiano, che trasforma gesti e materiali semplici
in esperienze percettive dense di significato, dove la semplicità diventa veicolo di profondità e
riflessione. Il suo lavoro è un gioco di equilibrio di colori, forme e tensioni, dove ogni elemento
dialoga con l’altro fino a trovare un’armonia sottile. Come afferma l’artista, «un’opera è finita
quando raggiunge un equilibrio cromatico» — un equilibrio non statico, ma vivo, continuamente
ridefinito nel rapporto tra materia e spazio.
Le sue sculture in ferro e lana rappresentano un punto di sintesi di questa ricerca: la scultura diventa
estensione della pittura, un campo tridimensionale in cui il colore non è più descrittivo, ma vibra
come energia autonoma. La lana, materiale caldo e organico, annulla la pesantezza del ferro,
generando una tensione poetica tra solidità e leggerezza, tra rigore e immaginazione.
La forza del suo lavoro risiede proprio in questa capacità di alternare temi simbolici e universali a
visioni più leggere e giocose, senza mai perdere un’intenzione critica. Nei Delfini, che danzano
ironicamente tra tele e sculture, dissolvendo i confini tra bidimensionale e tridimensionale, la materia
diventa veicolo di riflessione sul rapporto tra natura, corpo e movimento.
Con Michele Spina, l’arte si fa strumento di resistenza e al tempo stesso di leggerezza, capace di
ricordarci che la quotidianità non è soltanto routine, ma può diventare sogno, equilibrio e
spiritualità.
Direzione Artistica di Gio Montez
Testo critico di Elisabetta Zeni
20-25 ottobre 2025
OPEN STUDIO
Bunker 19, via Livorno 25, Roma.

